Potrebbe essere l’intreccio di un racconto di Kafka
o di un’opera di Ionesco, e invece è la realtà.
Firmato.
Per Diritto & Famiglia risponde l'avv. Cinzia Petitti.
Certamente l'istituto della interdizione non è nato per la tutela dei figli minori dei soggetti da intedire ma per la tutela, sia fisica sia patrimoniale, del soggetto da interdire. La presenza della parte davanti al Tribunale presso il quale è stato depositato il ricorso è indispensabile.
Occorre l'audizione dell'interdicendo per le gravi conseguenze che l'interdizione comporta.
La documentazione è di sicuro ausilio per il giudice ai fini decisionali ma
l'interrogatorio dell'interdicendo è indispensabile in ogni caso, il codice
parla chiaro.
Un procedimento di inetredizione senza ascolto dell'interessato sarebbe
inammissibile e, peraltro, darebbe il via libera alle speculazioni di coloro che
adiscono il Tribunale per motivi esclusivamente economici (gestione del
patrimonio dell'interdetto, per intenderci).
Nel suo caso, mi sembra che, comunque, un modo per tutelare i suoi figli
sussista ed è di sicuramente più efficace di un evetuale interdizione.
Se i presupposti sono quelli che lei mi ha descritto (madre psicolabile che non
vede i suoi figli da dieci anni), l'intervento del Tribunale per i Minorenni
potrebbe essere risolutivo.
Difatti, può presentare, con tutta la documentazione in suo possesso, un
ricorso al Tribunale per i Minorenni del luogo in cui i suoi figli risiedono,
chiedendo che vengano emessi provvedimenti sospensivi o ablativi della potestà
di sua moglie.
In tal caso la potestà farebbe capo solo a lei e, nella denegata ipotesi di una
sua scomparsa prima che i figli raggiungano la maggiore età, sua moglie non
potrà ottenerne l'affidamento, a meno che non dimostri che sono venuti meno i
presupposti che hanno determinato l'ablazione della sua potestà.
In tal caso i ragazzi verrebbero affidati a parenti, nonne, zii etc..o, in
mancanza, ad amici di famiglia con i quali gli stessi hanno avuto ed avranno un
rapporto particolare e continuativo.
Con i migliori saluti.
Diritto & Famiglia