ho riconosciuto nel ' 97 un figlio naturale in sede comunale.il bambino di comune accordo porta il mio cognome. poiché la madre lavorava part time  mensilmente le versavo  un assegno dell'importo di lire 500000 per il sostentamento del bambino. dal 12 dicembre 2000 la madre è stata assunta a tempo ind. presso una ditta percependo un reddito annuo di 26 milioni di lire. le chiedo se è possibile ottenere le detrazioni sulla mia busta paga per il bambino e se è possibile ricontrattare l' importo da me versato al momento.
la ringrazio anticipatamente per la sua risposta.
                                                                           
                                                           

Risponde l'avv. Cinzia Petitti per Diritto & Famiglia

 

Gentile signore,
Come si sa, i genitori sono tenuti a concorrere nel mantenimento dei figli in proporzione ai propri redditi.
Perciò, quando la madre del bambino percepiva un compenso ridotto, giustamente lei ha ritenuto opportuno prendersi carico dell' onere alimentare in maggiore proporzione.
Adesso che la sig.ra percepisce un reddito "intero", ella dovrà modificare l'entità della propria contribuzione, in misura maggiore e proporzionata al mantenimento del figlio.
 
Per stabilire quanto lei potrebbe oggi materialmente corrispondere per suo figlio sarebbe necessario conoscere l'ammontare dei suoi redditi (che per comodità possiamo presumere equivalenti a quella della signora se non leggermente inferiori).
Un giudice, difatti, tiene abitualmente conto delle differenze di redditi tra i genitori per stabilire l'entità dell'assegno alimentare.
Se, per es. il bambino avesse un fabbisogno di £. 800.000 al mese ed entrambi i genitori guadagnassero 2 milioni al mese, sugli stessi graverebbe una contribuzione divisa al 50%. 
Se uno di loro, invece, guadagnasse 2ml e l'altro 4ml., il secondo potrebbe essere chiamato a contribuire indicativamente per £.550.000, cioè grosso modo per un quarto del proprio reddito (tale valutazione vale solo in linea di massima, ben potendo il magistrato investito della questione valutare in maniera difforme).
In sede giudiziale, e ritenendo valida la stima ipotetica di cui sopra, credo quindi che lei potrebbe ottenere solo  una "piccola" decurtazione. 
Tuttavia la madre potrebbe eccepire che, poichè dal 97 a oggi  le esigenze del bambino sono aumentate, la quota a suo carico debba permanere nella stessa misura... o utilizzare altre motivazioni per opporsi validamente ad una riduzione dell'assegno corrisposto.
Perciò, la soluzione migliore da consigliare è una ricontrattazione bonaria della situazione, nel tentativo di raggiungere un accordo transattivo; in caso contrario il Tribunale investito della vicenda valuterà autonomamente, e non necessariamente in meglio, la sua situazione.

Per quel che riguarda la possibilità di detrarre l'assegno corrisposto dalle tasse, la risposta è positiva.
 

Con i più cordiali saluti.  

 
 

Diritto & Famiglia


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