Gentili avvocati,
vi chiedo un chiarimento della mia attuale posizione.
Ho avuto un divorzio consensuale nel ...., per ottenere il quale ho dovuto
rinunciare ad ogni mantenimento per me stessa, ma essendo il genitore
affidatario ho percepito un assegno di mantenimento per mia figlia.
Mia figlia oramai maggiorenne ha deciso di andare a vivere con il padre perchè
ha maggiori disponibilità economiche.
Ho ricevuto ieri una lettera di un avvocato il quale minaccia di citarmi in
giudizio se non provvederà a versare al mio ex marito un assegno di mantenimento
per mia figlia maggiorenne.
Vi domando:
1) sono ancora io il genitore affidatario?
2) mia figlia ha scelto autonomamente di andare a vivere dal padre, libero
professionista, perchè la mia situazione economica non è rosea, posso chiedere
che mia figlia torni a vivere da me?
3) sono impiegata, il mio stipendio è di 800 euro mensili. Ho un altro figlio
minore avuto da una seconda convivenza. Per questo secondo bambino percepisco
dal padre, impiegato, euro 140 ogni mese. In base al mio stipendio ed alla mia
situazione economica a quanto dovrebbe eventualmente corrispondere il
mantenimento che il padre di mia figlia maggiorenne mi richiede?
4) ogni mese, a seconda di quello che ho potuto, ho regalato dei soldi a mia
figlia per le scarpe, i vestiti, le visite mediche etc.. La ragazza mi ha
giurato che non sapeva nulla di questa iniziativa del padre. Non avrebbe dovuto
essere mia figlia a chiedere l'eventuale mantenimento?
Ringrazio.
xxxxxx
Risponde Cinzia Petitti:
Risponderò ai quesiti che mi chiede.
Divenuta sua figlia maggiorenne, non si può parlare di genitore affidatario ma
solo di genitore collocatario (che viva con i figli).
Ovvio che mutata la situazione (e ciò dipende dalla volontà di sua figlia non
potendo, essendo maggiorenne, intervenire il Tribunale in merito) sarà il padre
ad avere oggi diritto ad un suo contributo al mantenimento di sua figlia
(contributo che lei sta erogando sia pure in via diretta e non con il versamento
di un assegno mensile).
Il padre, poi, è legittimato ad agire in quanto genitore convivente con il
figlio maggiorenne. La sua legittimazione è comunque concorrente con quella di
sua figlia.
Il tribunale potrà anche valutare l'opportunità che l'assegno venga corrisposto
direttamente nelle mani di sua figlia.
La somma che lei dovrà versare dipende da moltissimi fattori: dalla situazione
economica sua, dai suoi impegni economici (prestiti personali, mantenimento
figlio minorenne, canone di locazione) e da quella padre.
Un minimo che si può prevedere e ritengo applicabile al suo caso e di circa 200
euro mensili, oltre alla partecipazione al 50% delle spese straordinarie.
Piuttosto ritengo che lei abbia diritto sia a richiedere un assegno di
mantenimento a suo marito (libero professionista con un reddito di molto
superiore al suo) facendo presente la situazione attuale, il presumibile aumento
dei redditi di suo marito e la rinunzia all'assegno fatta a suo tempo unicamente
per garantire un mantenimento più alto per sua figlia.
Lei ha anche diritto a richiedere l'aumento dell'assegno corrispostole per il
mantenimento dell'altro suo figlio. La somma percepita è davvero irrisoria e
dovrebbe essere aumentata almeno a 250-300 euro.
Con i migliori saluti.
Il Direttore
avv. Cinzia Petitti
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