Sono una ragazza-madre di una bambina di 5 anni. Nel 1993 ho perso mia madre e mio padre si è risposato un anno dopo. Alla fine del 1996 è nata mia figlia. Purtroppo per problemi familiari e incompatibilità di carattere nel 1997 ho dovuto lasciare la casa di mio padre. Nel momento in cui ho detto a mio padre di andarmene di casa, non avevo la possibilità di mantenere e crescere mia figlia, quindi mio padre e sua moglie si sono offerti di crescere e provvedere al mantenimento di mia figlia sino a quando io non avesse avuto la possibilità di farlo. Nonostante la mia frequenza nella casa di mio padre tre volte a settimana per vedere mia figlia, sono passati 5 anni e ora i nonni si sono talmente affezionati a mia figlia che non mi permettono di riaverla con me. Il problema ora è questo. Mia figlia a settembre inizia la prima elementare e ci è stato detto che ci vuole una delega da parte mia verso i nonni per qualsiasi problema ci possa essere in futuro a scuola (mia figlia si fa male chi dover chiamare? ecc...)
Io sono disposta a fare questa delega, ma mantenendo la potestà su mia figlia. Quali sono i problemi e come devo farla? Dobbiamo presentarci entrambi dal Giudice dei Minori?
 

Per Dirittoefamiglia risponde l’avv. Cinzia Petitti

Gentile signora,
non v’è alcuna necessità di coinvolgere il Tribunale per i Minorenni per la delega che la scuola le richiede.
Difatti, sarà sufficiente che rilasci all’istituto scolastico una scrittura privata con la quale indicherà suo padre (la nuova moglie di suo padre sarebbe bene non coinvolgerla non essendo la nonna materna) quale ulteriore destinatario, oltre a lei, di ogni comunicazione o specifica autorizzazione (es. gite scolastiche etc) che la scuola avrà necessità, rispettivamente, di fare e/o ricevere per la minore.
Ho appositamente scritto “ulteriore” perché non credo sia opportuno che lei si lasci “tagliare fuori dalla vita scolastica di sua figlia”. Poiché lei vive nella stessa città della minore e vede così frequentemente la medesima non vedo per quale motivo non debba frequentare, unitamente a suo padre, l’ambiente scolastico di sua figlia.
Ciò che tuttavia non mi convince e, francamente, un pochino mi preoccupa ed al contempo mi indigna è l’espressione da lei usata “si sono talmente affezionati a mia figlia che non mi consentono di riaverla con me”.
I figli devono stare con i genitori, i nonni hanno un ruolo importante e determinante nella vita dei nipoti ma non possono e non devono cambiare la loro posizione soprattutto quando c’è una madre come lei che ha voglia e capacità di occuparsi della propria figlia.
Non deve preoccuparsi per la mancanza di mezzi economici per mantenere la bambina, difatti, la legge prevede appositamente che, in caso di scarsa economia dei genitori, i nonni (paterni o materni) hanno l’obbligo di versare un contributo economico mensile che assicuri al minore il fabbisogno giornaliero. Se la sua intenzione è di stare con sua figlia non si lasci scoraggiare dalle insistenze di suo padre e della moglie e dai dubbi che gli stessi possano manifestare sulle sue capacità economiche. I nonni potranno continuare a vedere regolarmente la minore ed aiutarla ma la bimba dovrebbe vivere con lei.
Se i ragionamenti con suo padre non dovessero bastare, potrà sempre rivolgersi ad un avvocato (usufruendo eventualmente del gratuito patrocinio). Temo, peraltro, che questo suo continuo delegare ai nonni possa nel tempo essere un arma per suo padre per chiedere l’affidamento a sé della minore, asserendo per esempio che lei non se ne sia voluta o potuta occupare in questi anni.
Prima si chiarisce la sua posizione e meglio è!
Con i migliori auguri.
Avv. Cinzia Petitti.
 


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