Date: Sun, 22 Feb 1998 15:44:36 +0100
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To: redazione@dirittoefamiglia.it
Subject: Ancora un altro Papà Senza Figlio
Salve sono un prossimo potenziale Papà Separato.
Ho trovato l'indirizzo in rete e mi accingo, disperato, a chiedere consulenza.
Ho convissuto con la mia attuale moglie dal Maggio '89, siamo sposati dall' X/X/XX e
abbiamo un bimbo di 2 anni e 1/2 .
Mia moglie per ambizioni lavorative ha cominciato a trascurare il nostro rapporto. Dopo
ripetute richieste di chiarimento inerenti il suo comportamento nei miei confronti, con
scuse banali mi ha detto che vuole la separazione .
Premetto che non ci sono motivi validi come violenze e/o adulterio da parte mia, anzi
forse fin troppo mammo nei confronti di nostro figlio
del quale sono innamoratissimo e non vorrei perdere .
Ho sospetti fondati che durante tutto l'anno passato e in questo mese di Gennaio mi abbia
tradito (omissis.... - N.d.R.)
Chiaramente lei nega tutto dicendo che sono solo mie opinioni.
Io dal canto mio ho la conferma della compagnia aerea e dell'albergo sulla presenza di
questa persona che non doveva esserci.
Ho parlato con un legale e mi ha detto che ora i giudici non fanno distinzione tra madre e
padre, si basano sulla disponibilità del genitore potenzialmente affidatario a crescere
il figlio nel miglior modo possibile. Potendo puntare sul suo impegno lavorativo e sui
suoi continui viaggi all'estero forse riesco ad ottenere l'affidamento o al massimo un
affido congiunto.
Alcune discussioni fà mi propose di accettare una separazione consensuale che io non
accettai perchè consisteva nella cessione della casa e del figlio. Ora mia moglie mi
minaccia dicendo che mi porterà via sia il figlio che la casa .
Io invece continuo a ripetere che non voglio perdere ne lei ne il figlio con una
separazione per delle scuse banali dopo 9 anni d'unione.
Non sapendo piu cosa fare chiedo consiglio a chi ne è più competente o a chi purtroppo
è già passato o sta passando i miei stessi guai.
Le domande mie sono semplici:
a) Possibile che lei non debba giustificare ad un giudice il motivo della richiesta di
separazione?
b) Può lei costringermi alla separazione anche contro la mia volontà?
c) Ne potrebbe tener conto il giudice della mia disponibilità giornaliera verso mio
figlio , dalle 16:30 in poi , mentre mia moglie è libera
dalle 18:00 ?
Contando in una risposta certa ringrazio .
Risponde la Redazione:
Al di la' del dato normativo, evidentemente uniforme su tutto il territorio nazionale,
esistono indubbiamente differenze interpretative e comportamentali in ogni Tribunale.
In linea di massima purtroppo v'e' da dire che la maggior parte dei magistrati ritiene di
dover privilegiare il rapporto figlio-madre, preferendo affidare il minore a quest'ultima.
Basta dare un'occhiata alle statistiche nazionali per rendersi conto dell'enorme
sproporzione esistente in merito.
Cio' non contraddice necessariamente le affermazioni piu' possibiliste del collega da Lei
interpellato: egli infatti puo' conoscere, e sicuramente conosce, meglio di me le
inclinazioni dei giudicanti della Sua zona e quindi essere piu' attendibile al riguardo.
Per quanto riguarda la proposta fattale per una separazione consensuale, va tenuto
presente che essa presuppone - appunto - un accordo sulle condizioni della separazione, e
non una imposizione di termini; percio' se Lei non ritenesse di essere soddisfatto da
quanto Sua moglie Le propone ha tutto il diritto di non accettare.
In questo ambito, molto importante è l'intervento di un professionista serio ed
autorevole, che possa in un certo senso fungere da "arbitro" interpretando le
diverse esigenze e redigendo un atto accettabile da entrambi.
Se, nonostante tutto, ogni accordo dovesse risultare impossibile si potrebbero
verificare alcune delle situazioni che lei paventa; le minacce di privarla della casa e
del figlio, avanzate da sua moglie, potrebbero infatti tramutarsi in realta'.
Naturalmente occorrerebbe conoscere e valutare la vostra situazione patrimoniale per
esprimere un parere piu' fondato e concreto; prenda quindi le affermazioni di pericolo
solo come potenziali.
Per venire infine alle sue ultime domande, le diremo che al magistrato basta
verificare la fermezza della decisione anche di uno solo dei due coniugi perche' sia
possibile pronunziare la separazione.
A questo proposito ricordiamo che, ove ve ne siano gli elementi, e' possibile ottenere la
pronunzia della separazione "con addebito", con la quale cioe' il Tribunale
determina la responsabilita' della crisi del matrimonio a carico di uno dei due coniugi
che abbia tenuto un comportamento in violazione agli obblighi reciproci.
Come conseguenza di una siffatta pronunzia vi è la possibilita' di non corrispondere
assegni di mantenimento e di poter ottenere con maggiore facilita' l'affidamento dei
figli; una procedura del genere dura, pero', molti anni e comporta inevitabilmente grande
stress e sofferenza. L'istruttoria richiede prove testimoniali in cui si evidenziare i
momenti piu' tristi della trascorsa vita in comune ed in generale un combattimento senza
esclusione di colpi, a volte anche davvero spietati.
Occorre quindi che, nel momento in cui si imposta l'azione da intentare, si valutino con
grande attenzione i pro ed i contro a cui si va incontro, soprattutto considerando il
superiore interesse dei minori, che potrebbero riportare traumi irrecuperabili nel corso
del giudizio.
In ordine all'affidamento dei figli, ogni soluzione è teoricamente possibile,
soprattutto se proposta con l'accordo di Sua moglie.
Altrimenti, e' purtroppo ben difficile (anche se di certo non impossibile) che il bambino
sia affidato a Lei... come dicevo piu' sopra.
Cordiali saluti.